A Stratford, nei pomeriggi di bel
tempo, zia Ruth e io – con Amber, il suo cocker spaniel, che tirava al
guinzaglio – facevamo quella che a suo dire era la passeggiata preferita di
Shakespeare. Partivamo da College Street, oltrepassavamo il silos del grano, il
mulino spumeggiante d'acqua, traversavamo l'Avon sul ponte pedonale e seguivamo
il sentiero fino a Weir Brake.
Weir Brake era un boschetto di
noccioli sopra un pendio che scendeva a precipizio nel fiume. In primavera vi sbocciavano giunchiglie e
campanule; d'estate era una selva d'ortiche, rovi e mazze d'oro, e sul fondo
l'acqua era torbida e vorticosa.
Mia zia mi assicurò che quello era
il luogo dei “convegni” di Shakespeare
con una giovane donna. Era quella la proda dove fioriva il timo selvatico. Ma
non mi spiegò mai cosa fosse un convegno, e per quanto mi affannassi a cercarli
non c'erano né timo né primule...
Molto più tardi, quando ormai avevo
letto i drammi di Shakespeare e sapevo cos'era un convegno, mi resi conto che
Weir Brake era troppo fangoso e pieno di spine per offrire un comodo giaciglio
a Titania e Bottom, ma in compenso era il posto ideale per il tuffo di Ofelia.
(Bruce Chatwin, “Le vie dei Canti”)
Nessun commento:
Posta un commento