giovedì 27 marzo 2014

Primavera, Chatwin

A Stratford, nei pomeriggi di bel tempo, zia Ruth e io – con Amber, il suo cocker spaniel, che tirava al guinzaglio – facevamo quella che a suo dire era la passeggiata preferita di Shakespeare. Partivamo da College Street, oltrepassavamo il silos del grano, il mulino spumeggiante d'acqua, traversavamo l'Avon sul ponte pedonale e seguivamo il sentiero fino a Weir Brake.
Weir Brake era un boschetto di noccioli sopra un pendio che scendeva a precipizio nel fiume.  In primavera vi sbocciavano giunchiglie e campanule; d'estate era una selva d'ortiche, rovi e mazze d'oro, e sul fondo l'acqua era torbida e vorticosa.
Mia zia mi assicurò che quello era il luogo dei convegni di Shakespeare con una giovane donna. Era quella la proda dove fioriva il timo selvatico. Ma non mi spiegò mai cosa fosse un convegno, e per quanto mi affannassi a cercarli non c'erano né timo né primule...
Molto più tardi, quando ormai avevo letto i drammi di Shakespeare e sapevo cos'era un convegno, mi resi conto che Weir Brake era troppo fangoso e pieno di spine per offrire un comodo giaciglio a Titania e Bottom, ma in compenso era il posto ideale per il tuffo di Ofelia.


   (Bruce Chatwin, Le vie dei Canti)

Nessun commento:

Posta un commento