giovedì 27 marzo 2014

Primavera, Chatwin

A Stratford, nei pomeriggi di bel tempo, zia Ruth e io – con Amber, il suo cocker spaniel, che tirava al guinzaglio – facevamo quella che a suo dire era la passeggiata preferita di Shakespeare. Partivamo da College Street, oltrepassavamo il silos del grano, il mulino spumeggiante d'acqua, traversavamo l'Avon sul ponte pedonale e seguivamo il sentiero fino a Weir Brake.
Weir Brake era un boschetto di noccioli sopra un pendio che scendeva a precipizio nel fiume.  In primavera vi sbocciavano giunchiglie e campanule; d'estate era una selva d'ortiche, rovi e mazze d'oro, e sul fondo l'acqua era torbida e vorticosa.
Mia zia mi assicurò che quello era il luogo dei convegni di Shakespeare con una giovane donna. Era quella la proda dove fioriva il timo selvatico. Ma non mi spiegò mai cosa fosse un convegno, e per quanto mi affannassi a cercarli non c'erano né timo né primule...
Molto più tardi, quando ormai avevo letto i drammi di Shakespeare e sapevo cos'era un convegno, mi resi conto che Weir Brake era troppo fangoso e pieno di spine per offrire un comodo giaciglio a Titania e Bottom, ma in compenso era il posto ideale per il tuffo di Ofelia.


   (Bruce Chatwin, Le vie dei Canti)

giovedì 20 marzo 2014

Musica

Ci sedemmo sull'erba nei vecchi giardini del college, tra la saggezza che onora se stessa, e Conor se ne uscì con una delle sue stupide ma accattivanti diatribe. Mi pare azzardasse che lo stato d'animo superiore indotto dalla musica è un'illusione. “E che c'è di sbagliato nelle illusioni?”, gli chiesi.


   (Andrew O' Hagan, “Stammi vicino”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Gente colta


Vengono al museo nazionale perché è quello che la gente colta è tenuta a fare, è quanto le viene ripetuto continuamente. Non che qualcuno sia veramente interessato all'arte o alla storia... Rimangono quanto basta da permettergli di affermare senza esitazione, una volta fatto ritorno a Parigi, Lione o Genova, che sono stati al museo di Beirut.


   (Rabih Alameddine, “La traduttrice”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza 

Quote

Il quesito fondamentale non è definire i diritti delle minoranze: nel momento in cui si formulano i problemi in questo modo, si entra nell'ignobile logica della tolleranza, vale a dire della protezione altezzosa che i vincitori accordano ai vinti. Botros non voleva essere “tollerato”...


   (Amin Maalouf, “Origini”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

mercoledì 5 marzo 2014

Papa, Chiese


"La frastornante elementarità del linguaggio di coloro che guidano la Chiesa si basa su un libro solo, mentre noialtri ne abbiamo un'infinità, e in contrasto tra loro. Per questo le utopie laiche, che si presentino o no come scientifiche, si bruciano presto: le loro proposte economiche e sociali si esauriscono nel tempo alla prova dei fatti; il loro linguaggio concettuale è vulnerabile allo stesso spirito critico che sta a loro fondamento". 

Luciano Canfora, intervistato da Silvia Ronchey, La Stampa, 5 marzo 2014

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

martedì 4 marzo 2014

Breakfast

“Come puoi sprecare la tua vita a letto? Come puoi farmi questo?”.
“Ho un ritmo diverso. Vado a letto tardi. Per favore va' via”...
“Che vuoi per il brunch? Uova strapazzate, salmone, c'è una bella bistecca, le dirò di farti un'insalata, che cosa ci vuoi sopra, la salsa rosa? Come le vuoi le uova? C'è della torta al caffè, appena fatta, il frigo è pieno, in questa casa c'è sempre qualcosa da mangiare, nessuno patisce la fame, grazie a Dio, ci sono le arance importate dalla California, vuoi una spremuta?”.
Lui aprì la porta e parlò con cautela.
“So bene quanto siamo fortunati. Prenderò una spremuta quando mi sentirò di farlo. Non incomodare la cameriera o nessun altro”.
Ma lei era già alla ringhiera e gridava: “Mary, Mary, prepara a Mr. Lawrence una spremuta, falla di tre arance. Come le vuoi le uova, Lawrence?”.


   (Leonard Cohen, “Il gioco preferito”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza 

Mandela - 2

Quando incontrava un bambino la prima cosa che gli chiedeva era: “Cosa hai mangiato questa mattina a colazione?”

(Dal servizio di Michele Farina alla morte di Mandela sul Corriere della Sera, 6/12/2013)


Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Mandela

La prima piccola rivolta della sua vita Mandela la guida all'università di Fort Hare, dove è iscritto, per denunciare la pessima qualità del cibo servito in mensa. Gli costa la sospensione...

   (Dalla biografia di Mandela sul “Manifesto” del 7/12/2013)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

mercoledì 26 febbraio 2014

Sonno

Di tutti i deliziosi piaceri che il mio corpo ha cominciato a negarmi, il sonno è il più prezioso, il dono sacro che mi manca di più. Il sonno riposante mi ha lasciato la sua fuliggine. Dormo a sprazzi, o per nulla...Perché proprio nell'età in cui abbiamo più bisogno dei poteri curativi del sonno riusciamo a goderne di meno? Mentre si avvicina Thanatos, Hypnos svanisce.


   (Rabih Alameddine, La traduttrice)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

martedì 25 febbraio 2014

Bere (vino e non solo)

Il vino è anche cultura alta. La trasformazione dell'uva in vino richiede raffinate conoscenze tecniche ma, soprattutto, una sensibilità culturale da parte del vignaiolo che equivale a quella di un pittore, di uno scrittore o di un regista attento ai desideri delle persone. Un vinificatore, come un romanziere, vuole anche riflettere le aspirazioni della società in cui vive. E che immagina. Per gli antichi greci e romani, il vino era fondamentale per “vivere bene” quanto la poesia, il teatro e la musica. E più la sua espressione era precisa e unica, maggiore era la sua gloria. In Omero e in Euripide, per esempio, è un simbolo sacro per sigillare amicizie o accogliere stranieri. Oltre che un modo per accedere al divino e al sublime.

(Jonathan Nossiter su “Internazionale” del 21/6/2013)


Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Cioccolato

Questo narravano nel sertão, la fama di Ilhèus correva rapida, i ciechi cantavano le sue meraviglie sulle chitarre, i commessi viaggiatori parlavano di quelle terre fertili e coraggiose, lì un uomo realizzava il suo destino in un batter d'occhio, non esisteva coltivazione più redditizia del cacao. I gruppi di emigranti abbandonavano il sertão, inseguiti dalla siccità, abbandonavano la terra bruciata dove il bestiame moriva e le piantagioni bruciavano, prendevano la strada del sud. Molti restavano lungo il cammino, non sopportavano quel viaggio di orrori, altri morivano all'ingresso della regione delle piogge, dove il tifo, la malaria, aspettavano in agguato. Arrivavano decimati, brandelli di famiglie, morti di stanchezza, ma i cuori battevano allegramente in quell'ultimo giorno di calvario. Ancora uno sforzo e avrebbero raggiunto la città ricca e fertile. Le terre del cacao dove il denaro scorreva per le strade.


(Jorge Amado, “Gabriella garofano e cannella”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Macrobiotics

Negli anni '60 la cucina macrobiotica faceva paura. Soprattutto negli Usa. Nutrirsi in maniera sana anziché rappresentare un valore aggiunto era considerato una minaccia e un'arma nelle mani della controcultura. Lo sa bene Craig Sams, gestore del Seed, primo (1968) ristorante macrobiotico a Londra... A New York aveva visitato il Paradox, primo ristorante macrobiotico Usa, e la libreria dedicata alla macrobiotica. Qui entrarono gli agenti dell'Fbi, e sequestrarono i libri che vennero poi dati alle fiamme.


(Francesco Adinolfi sul supplemento “Alias” del Manifesto del 21/9/2013)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza