Il vino è anche cultura alta.
La trasformazione dell'uva in vino richiede raffinate conoscenze
tecniche ma, soprattutto, una sensibilità culturale da parte del
vignaiolo che equivale a quella di un pittore, di uno scrittore o di
un regista attento ai desideri delle persone. Un vinificatore, come
un romanziere, vuole anche riflettere le aspirazioni della società
in cui vive. E che immagina. Per gli antichi greci e romani, il vino
era fondamentale per “vivere bene” quanto la poesia, il teatro e
la musica. E più la sua espressione era precisa e unica, maggiore
era la sua gloria. In Omero e in Euripide, per esempio, è un simbolo
sacro per sigillare amicizie o accogliere stranieri. Oltre che un
modo per accedere al divino e al sublime.
(Jonathan Nossiter su
“Internazionale” del 21/6/2013)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
Nessun commento:
Posta un commento