martedì 25 febbraio 2014

Bere (vino e non solo)

Il vino è anche cultura alta. La trasformazione dell'uva in vino richiede raffinate conoscenze tecniche ma, soprattutto, una sensibilità culturale da parte del vignaiolo che equivale a quella di un pittore, di uno scrittore o di un regista attento ai desideri delle persone. Un vinificatore, come un romanziere, vuole anche riflettere le aspirazioni della società in cui vive. E che immagina. Per gli antichi greci e romani, il vino era fondamentale per “vivere bene” quanto la poesia, il teatro e la musica. E più la sua espressione era precisa e unica, maggiore era la sua gloria. In Omero e in Euripide, per esempio, è un simbolo sacro per sigillare amicizie o accogliere stranieri. Oltre che un modo per accedere al divino e al sublime.

(Jonathan Nossiter su “Internazionale” del 21/6/2013)


Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Nessun commento:

Posta un commento