Questo narravano nel sertão,
la fama di Ilhèus correva rapida, i ciechi cantavano le sue
meraviglie sulle chitarre, i commessi viaggiatori parlavano di quelle
terre fertili e coraggiose, lì un uomo realizzava il suo destino in
un batter d'occhio, non esisteva coltivazione più redditizia del
cacao. I gruppi di emigranti abbandonavano il sertão, inseguiti
dalla siccità, abbandonavano la terra bruciata dove il bestiame
moriva e le piantagioni bruciavano, prendevano la strada del sud.
Molti restavano lungo il cammino, non sopportavano quel viaggio di
orrori, altri morivano all'ingresso della regione delle piogge, dove
il tifo, la malaria, aspettavano in agguato. Arrivavano decimati,
brandelli di famiglie, morti di stanchezza, ma i cuori battevano
allegramente in quell'ultimo giorno di calvario. Ancora uno sforzo e
avrebbero raggiunto la città ricca e fertile. Le terre del cacao
dove il denaro scorreva per le strade.
(Jorge
Amado, “Gabriella garofano e cannella”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza